Montaggio delle attrazioni (dal film Sciopero – Eisenstein)

Eisenstein sperimentò una tecnica che prevedeva l’insermento di immagini non diegetiche, cioè estranee al testo filmico rappresentato, ma che per la loro capacità di esemplificazione potevano essere associate alle scene. In Sciopero, la repressione della rivolta operaia viene alternata alle immagini di un mattatoio dove avviene lo sgozzamento di un bue.

4 Risposte a “Montaggio delle attrazioni (dal film Sciopero – Eisenstein)”

  1. Dott. Tumbanello, buonasera.
    Sono il DeCu.
    Trovo di grande interesse e utilità il suo web-log.
    Giacchè alcuni filmati da lei ‘postati’ non sono più disponibili, mi piacerebbe indicarle una breve ,quanto efficace, soluzione per ovviare a questo fastidioso inconveniente.
    Per il bene della comunità, s’intende.
    Deh, mi contatti in privato: il profilo completo nel mio web-log contiene un indirizzo di posta elettronica.
    Distinti saluti.

  2. flavianos Dice:

    Mi chiamo Tumbarello, Eros Tumbarello e tutti i filmati sono disponibili.
    In ogni caso la contatterò…
    A lei.

  3. Le chiedo perdono, Dott. Tumbanehm, Tumbarello, Eros Tumbarello… errori di gioventù.
    Ma sul mio onore giurerei che fino a qualche tempo fa alcuni filmati non erano più “available”…
    Dov’è il trucco? La mente mi abbandona?
    Uno scherzo del diavolo?
    E quanti montano, senza ormai neppur’accorgersene, la stessa inquadratura, come soggettiva, di seguito a due, tre differenti primipiani?
    L’operazione opposta, metonimia quotidiana, è stata mai teorizzata?

  4. flavianos Dice:

    Per operazione opposta si intende montare due, tre differenti primipiani di seguito a una soggettiva? E per differenti primipiani intendiamo “differenti” perchè primipiani di oggetti diversi o “differenti” perchè di soggetti diversi?
    Nel primo caso avremmo un osservatore (il soggetto che guarda) che si sposta, si avvicina favorendo primipiani differenti? Oppure semplicemente vuole sottolineare carenze tecniche dei registi “di oggi”?
    Con l’accenno alla metonimia cinematografica lei si conferma raffinato pensatore capace di volare concettualmente in alto…
    Complimenti.

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